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Quanto costa vivere a Tokyo: stipendi, affitti e spese

Ultimo aggiornamento:2026.09.14

Scritto dal team di XROSS HOUSE, che gestisce share house e appartamenti ammobiliati in Giappone.

Indice

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Lo stipendio medio in Giappone è di 4,78 milioni di yen l'anno, il valore più alto mai registrato e in crescita del 3,9% sul dato precedente. Il salario minimo orario a Tokyo è di 1.226 ¥ e sale a 1.280 ¥ dal 1° ottobre 2026. Ma la cifra che conta davvero è un'altra: quanto rimane dopo aver pagato la casa, cioè tra i 41.000 e i 67.000 ¥ al mese a seconda della soluzione scelta. Vediamo i numeri ufficiali e cosa significano davvero.

I dati ufficiali, in breve

Indicatore Importo Fonte
Stipendio annuo medio, tutte le forme contrattuali 4.780.000 ¥ (+3,9% sull'anno precedente, massimo storico) Agenzia nazionale delle entrate
Lavoratori a tempo indeterminato 5.450.000 ¥ idem
Lavoratori non a tempo indeterminato (part-time, contratti brevi) 2.060.000 ¥ idem
Uomini / Donne 5.870.000 ¥ / 3.330.000 ¥ idem
Salario minimo orario a Tokyo 1.226 ¥ fino al 30 settembre 2026, poi 1.280 ¥ dal 1° ottobre 2026 Direzione del lavoro di Tokyo
Salario minimo, media nazionale ponderata Obiettivo di 1.176 ¥ (+55 ¥, pari al 4,9%), in vigore per scaglioni da ottobre 2026 Consiglio centrale per il salario minimo

Fonti: Agenzia nazionale delle entrate giapponese, indagine statistica sulle retribuzioni del settore privato e Ministero della Salute, del Lavoro e delle Politiche sociali, tabella dei salari minimi. Consultate ad agosto 2026.

Attenzione a come si legge la media

I 4,78 milioni di yen sono una media su tutti i lavoratori che hanno lavorato un anno intero. È un numero utile per capire il Paese, molto meno per capire la propria situazione. Tre avvertenze prima di usarlo come riferimento.

  • La distanza tra le forme contrattuali è enorme. 5,45 milioni con contratto stabile contro 2,06 milioni senza: più del doppio. Chi arriva in Giappone e lavora part-time deve guardare la seconda riga, non la media.
  • Sono importi lordi. Vanno sottratti imposta sul reddito, imposta di residenza, assicurazione sanitaria e previdenza. Il netto è sensibilmente inferiore.
  • La media nasconde la geografia. A Tokyo si guadagna di più, ma si paga anche di più d'affitto.

Per chi si trasferisce da poco, il riferimento davvero pratico non è la media nazionale ma il salario minimo orario della città in cui andrà a vivere, moltiplicato per le ore che pensa di lavorare.

Quanto fa al mese

Prendiamo un tempo pieno di 40 ore settimanali pagato al minimo di Tokyo, cioè circa 173 ore mensili.

Periodo Paga oraria Lordo mensile approssimativo
Fino al 30 settembre 2026 1.226 ¥ circa 212.000 ¥
Dal 1° ottobre 2026 1.280 ¥ circa 222.000 ¥

Sono cifre lorde e teoriche: presuppongono un tempo pieno continuativo, al netto di nulla. Servono come tetto di ragionamento, non come reddito atteso.

La casa, la voce che decide tutto

Stimato il reddito, la domanda diventa: quanto se ne va in affitto? Ed è qui che la scelta della soluzione abitativa pesa molto più di qualche decina di yen sulla paga oraria.

Questi sono i costi mensili reali di XROSS HOUSE, spese correnti comprese, nelle soluzioni d'ingresso. Variano in base a città, zona e metratura.

Soluzione Affitto da Spese comuni Quota assistenza Utenze e wi-fi Totale mensile indicativo
Appartamento ammobiliato (cucina e bagno propri) 50.000 ¥ non previste 1.500 ¥ da attivare a parte, oppure formula tutto incluso a 15.000 ¥ circa 51.500 ¥ senza utenze; circa 66.500 ¥ con la formula tutto incluso
Share house, camera singola (casa condivisa alla giapponese: camera con chiave, soggiorno e servizi in comune) 40.000 ¥ 15.000 ¥ 1.500 ¥ comprese nelle spese comuni circa 56.500 ¥
Share house, camera semi-privata 31.000 ¥ 15.000 ¥ 1.500 ¥ comprese circa 47.500 ¥
Share house, camerata 24.800 ¥ 15.000 ¥ 1.500 ¥ comprese circa 41.300 ¥
SA-XROSS (camera propria e arredata, servizi condivisi, senza soggiorno comune) 40.000 ¥ 15.000 ¥ 1.500 ¥ comprese circa 56.500 ¥

C'è un dettaglio che viene calcolato male quasi sempre. Nelle share house e negli alloggi SA-XROSS le spese comuni di 15.000 ¥ coprono già acqua, luce, gas, wi-fi e materiali di consumo degli spazi condivisi: la bolletta mensile è quindi nota in anticipo. Nell'appartamento ammobiliato non ci sono spese comuni, ma luce, gas e acqua vanno intestati a Lei e fatturati separatamente, e il wi-fi non è incluso. Se le pratiche in giapponese La preoccupano, esiste un servizio gratuito di intermediazione con un fornitore, oppure la formula tutto incluso a 15.000 ¥ al mese con i contratti già gestiti.

Rispetto a un lordo mensile di circa 212.000 ¥ al minimo di Tokyo, la casa incide quindi per il 20-31% del reddito, prima di imposte e contributi.

C'è un importo che si aggiunge a questi totali. Per i contratti a titolo personale l'adesione a una società di garanzia dell'affitto è obbligatoria e comporta una quota iniziale e una quota mensile, non comprese nella colonna qui sopra. Le tariffe dipendono dalla formula scelta e Le vengono indicate quando ci contatta.

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Cosa aggiunge il mercato degli affitti tradizionale

I numeri sopra presuppongono un alloggio ammobiliato. Sul mercato degli affitti giapponese classico bisogna mettere in conto, prima ancora di entrare in casa: una caparra, una somma una tantum al proprietario che non viene restituita, la provvigione d'agenzia e l'acquisto completo di mobili ed elettrodomestici, perché gli appartamenti si consegnano vuoti. In più serve un garante residente in Giappone.

All'ingresso Affitto tradizionale Con XROSS HOUSE
Caparra richiesta nessuna
Somma una tantum al proprietario richiesta, non rimborsabile nessuna
Provvigione d'agenzia richiesta nessuna
Garante residente in Giappone obbligatorio non richiesto
Mobili ed elettrodomestici interamente da acquistare già presenti
Costi d'ingresso variabili, spesso diverse mensilità 30.000 ¥ in share house; 30.000 ¥ in appartamento ammobiliato con la promozione in corso, 50.000 ¥ fuori promozione
Spese amministrative di disdetta secondo contratto 16.500 ¥ in share house, 55.000 ¥ in appartamento ammobiliato

L'unica voce che non quantifichiamo in questa pagina. Per i contratti a titolo personale l'adesione a una società di garanzia dell'affitto è obbligatoria: è ciò che sostituisce il garante residente in Giappone di cui Lei non dispone. Comporta una quota iniziale e una quota mensile, che si aggiungono agli importi indicati sopra. Le tariffe dipendono dalla formula scelta, ed è per questo che non compaiono in tabella: Le vengono comunicate quando ci contatta, prima di qualsiasi impegno. È l'unica riga variabile: tutti gli altri importi di questa pagina sono fissi e noti in anticipo.

Quando ci si chiede quanto costa vivere in Giappone, è questo esborso iniziale a fare la differenza, più della mensilità. Chi confronta solo gli affitti sottovaluta parecchio la partenza.

Il lato che i numeri non raccontano

Fin qui i conti. Ma c'è una parte della scelta che nessuna tabella riesce a rendere: chi arriva da solo in una città di milioni di abitanti, senza parlare la lingua, nelle prime settimane ha un problema che non è economico.

È il motivo per cui molti residenti italiani iniziano da una share house anche potendosi permettere un appartamento. In un soggiorno comune si incontrano persone da mezzo mondo, si scambiano informazioni pratiche — dove fare la spesa, come funziona la raccolta differenziata, quale ufficio serve per quale documento — e quel primo mese pesa molto meno. Poi, quando la città diventa familiare, si passa all'appartamento ammobiliato.

Il passaggio non costa nulla: il trasferimento da un alloggio all'altro è gratuito, anche verso un'altra prefettura o un'altra tipologia di camera. Nel dettaglio vengono assorbite due voci: le spese amministrative di disdetta dell'alloggio che si lascia e i costi d'ingresso di quello nuovo. Due condizioni da tenere presenti: il trasferimento dipende dalle camere effettivamente libere nelle date desiderate e, per i contratti a titolo personale, la società di garanzia effettua una nuova valutazione, con possibile riapplicazione della quota iniziale. Non è un dettaglio secondario: è ciò che rende reversibile una scelta fatta da lontano.

Per vedere cosa c'è di disponibile: appartamenti ammobiliati, share house oppure l'elenco completo con gli affitti.

Tokyo o un'altra città

Tokyo ha il salario minimo più alto del Paese e il mercato del lavoro più ampio, ma anche gli affitti più cari. Osaka offre spesso un rapporto migliore a parità di comodità. Nagoya, Kyoto, Kobe, Fukuoka e Sapporo sono basi più tranquille e in genere meno costose.

Gli alloggi sono distribuiti su una decina di prefetture, da Hokkaido a Fukuoka, e il numero cresce ogni mese. Chi si trasferisce per studiare tende a scegliere in base alla sede dell'università; chi si trasferisce per lavorare fa bene a non fissare la città prima di sapere dove troverà l'impiego — e, grazie alla gratuità del trasferimento, non è costretto a farlo.

Domande frequenti

Qual è lo stipendio medio in Giappone?

4.780.000 ¥ l'anno secondo l'ultima indagine dell'Agenzia nazionale delle entrate, in crescita del 3,9% sull'anno precedente. È un importo lordo, calcolato su chi ha lavorato un anno intero, in qualsiasi forma contrattuale.

Qual è il salario minimo in Giappone?

Viene stabilito per prefettura e su base oraria. A Tokyo è di 1.226 ¥ fino al 30 settembre 2026 e di 1.280 ¥ dal 1° ottobre 2026. La media nazionale ponderata punta a 1.176 ¥, con entrata in vigore scaglionata da ottobre 2026.

Lo stipendio medio rispecchia quello che guadagnerò io?

Raramente, per chi è appena arrivato. Il divario tra contratto stabile (5.450.000 ¥) e non stabile (2.060.000 ¥) supera il doppio. Con un part-time o un contratto breve il riferimento è la seconda cifra, oppure il calcolo a partire dal salario minimo locale.

Quanto incide la casa sul reddito in Giappone?

Con XROSS HOUSE una soluzione d'ingresso costa tra 41.000 e 67.000 ¥ al mese tutto compreso a seconda della formula, cioè il 20-31% di un lordo mensile al minimo di Tokyo. Sul mercato tradizionale vanno aggiunti i costi d'ingresso e l'arredamento.

Perché una camera in share house non costa molto meno di un appartamento?

Perché le spese comuni di 15.000 ¥ della share house comprendono già acqua, luce, gas, wi-fi e materiali di consumo, mentre l'affitto dell'appartamento ammobiliato si intende senza utenze. Sommando entrambi i lati per intero, la differenza si riduce parecchio nelle soluzioni d'ingresso.

Luce e wi-fi sono compresi?

Nelle share house e negli alloggi SA-XROSS sì, rientrano nelle spese comuni. Negli appartamenti ammobiliati no: luce, gas, acqua e connessione vanno intestati a Lei, con la possibilità di una formula tutto incluso a 15.000 ¥ al mese.

Serve un garante giapponese?

Con XROSS HOUSE no. Sul mercato tradizionale sì, ed è l'ostacolo principale per chi arriva dall'estero. Per i contratti a titolo personale è però obbligatoria l'adesione a una società di garanzia dell'affitto, i cui importi dipendono dalla formula scelta e Le vengono indicati quando ci contatta.

Posso cambiare alloggio dopo essermi trasferito?

Sì, e il trasferimento è gratuito, anche verso un'altra prefettura o un'altra tipologia di camera. I costi d'ingresso non si ripagano. Per i contratti personali può rendersi necessaria una nuova valutazione da parte della società di garanzia.

Qual è la durata minima del contratto?

Un mese. Il contratto è a termine di un anno, disdicibile con un mese di preavviso e senza penale, il che è comodo quando non si sa ancora quanto ci si fermerà.

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In sintesi

Lo stipendio medio giapponese è di 4,78 milioni di yen l'anno, ma la distanza tra le forme contrattuali è tale che quel numero dice poco di un caso concreto. Per chi si trasferisce, il calcolo utile parte dal salario minimo orario della città — 1.226 ¥ a Tokyo, 1.280 ¥ da ottobre 2026 — e si confronta con il costo mensile della casa, spese comprese. È lì, e soprattutto nei costi d'ingresso, che si decide se un trasferimento in Giappone regge davvero.

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Scritto dal team di XROSS HOUSE, che gestisce share house e appartamenti ammobiliati in Giappone. Statistiche retributive: Agenzia nazionale delle entrate e Ministero della Salute, del Lavoro e delle Politiche sociali, consultate ad agosto 2026.